
Tra le più importanti Chiese di proprietà del Fondo edifici di culto vi è quella di Santa Maria Novella a Firenze, costruita dai Padri Domenicani sul sito di una precedente cappella consacrata del 1049 e intitolata a Santa Maria delle Vigne. Il 18 ottobre 1279 vi fu la posa della prima pietra della nuova Chiesa, i cui lavori di costruzione erano iniziati in realtà già da tempo e furono completati nella metà del Trecento, a cui si aggiunse poi la facciata terminata nel 1470. Dopo il Concilio di Trento, tra il 1565 ed il 1571, furono ricostruiti gli altari laterali ad opera del Vasari.
Tra i capolavori della Basilica si annovera l’affresco della Trinità di Masaccio, opera fondamentale del Rinascimento italiano, databile tra il 1425 ed il 1427, il cui restauro durato tre anni si è concluso con la restituzione dell’opera alla fruizione della collettività il 24 aprile 2026.
Un ulteriore importante intervento di recupero, reso possibile dal sostegno di Friends of Florence che ha finanziato il progetto, ha interessato la Madonna della Pura, collocata nella Cappella Ricasoli: una delle immagini più significative della devozione mariana di Firenze, la cui diffusione venne promossa dall’Ordine domenicano. Attraverso una pulitura accurata e una rimozione di incrostazioni e superfetazioni è stata recuperata la leggibilità dell’affresco e sono state migliorate le condizioni conservative, attraverso un complesso sistema di pulegge che consente di spostare l’opera e poterne vedere anche la sinopia preparatoria e il fondo su cui è collocata.
Una cerimonia per la fine dei lavori di restauro si è svolta preso la Basilica di Santa Maria Novella il 16 giugno 2026, a cui è intervenuto anche il Prefetto Alessandro Tortorella, Direttore centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto.






